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Un asilo per i piccoli Dalit di 5 villaggi offrirebbe loro un’alternativa alla strada e darebbe la possibilità alle madri di andare al lavoro
Suor Jeya Paul Raj, delle Suore della Croce di Chavenod, è una delle 50 religiose del progetto “DEEPAM”, un’iniziativa nata 20 anni fa a Vathalagundu, una delle zone più povere dell’India meridionale situata nella regione del Tamil Nadu ove vivono circa 11 milioni di Dalit, o intoccabili, per l'educazione e la promozione sociale dei Dalit. Quasi la metà di loro vive al di sotto del livello di povertà e svolge i lavori più umili, quelli ritenuti impuri: raccolta rifiuti, preparazione delle salme, pulizia dei gabinetti pubblici .
Suor Jeya (dottorato in scienze sociali nell’università di Umea, in Svezia, conseguito a pieni voti) è la responsabile per un progetto di 5 asili situati in altrettanti villaggi del distretto di Dindigul, nell'arcidiocesi di Madurai, ove la situazione appare particolarmente drammatica. L’obiettivo è quello di raccogliere bimbi Dalit dai 3 ai 5 anni, permettendo così di iniziare un percorso scolastico a bambini che ne sarebbero esclusi, e dando la possibilità alle madri di andare al lavoro. In ogni asilo almeno 25 bimbi riceverebbero anche alimentazione ed assistenza medica. La manodopera per la ristrutturazione e pulizia dei fabbricati disponibili è offerta dalle comunità locali, che tuttavia non potrebbero sostenere le spese di gestione delle attività previste, anche se lo stipendio mensile di ogni insegnante non arriva a 50 Euro. Vediamo, ad uno ad uno, i villaggi Dalit prescelti come sede degli asili.
MGR Colony è costituito da comunità di circa 250 persone che sopravvivono frugando fra i rifiuti; tagliate fuori da ogni circuito sociale e prive dei servizi elementari. “Deepam” qui sta lavorando per migliorare l’educazione ed il livello sociale attraverso gruppi femminili “di auto aiuto”, centri d’istruzione per i bambini ed altre iniziative.
Sedapatti è una piccola colonia di Dalit che raccolgono i rifiuti e sono a servizio delle caste elevate. Non vi è asilo nelle vicinanze ed i bambini che vanno a scuola percorrono a piedi lunghe distanze, non essendovi servizio di autobus.
Batlagundu è una cittadina comprendente 96 piccoli villaggi. La popolazione dell’area è di circa 65.000 anime. Le suore, di fronte alle difficoltà di molte famiglie a gestire lavoro e bimbi piccoli, hanno inaugurato un asilo che accoglie 40 bambini, evitando l'abbandono sulle strade e permettendo alle mamme di poter lavorare.
La comunità di Oottupatti è formata da raccoglitori d'immondizia migrati dalla città di Batlagundu. Mancano le scuole e i bimbi dovrebbero percorrere alcuni chilometri per raggiungerle. Qui sono state avviate attività di microcredito per le donne e speriamo di aprire presto un asilo per accogliere 45 bambini.
Banjalangjurchi è un villaggio con 250 Dalit. La maggior parte vive cogliendo e vendendo fiori. L’istruzione dei bambini anche qui è uno dei grossi problemi del villaggio: per andare a scuola bisogna percorre circa 3 km a piedi, e molti, specialmente le bambine, abbandonano lo studio e vanno a lavorare per poche rupie.
“La presente generazione - scrive suor Jeya - ha un gran bisogno di consapevolezza dell’importanza dell’istruzione. Deepam sta lavorando in questa direzione, coinvolgendo i bambini, i giovani e le donne. Ma abbiamo bisogno del vostro sostegno per continuare. Vi chiediamo di aiutarci a pagare lo stipendio al personale impegnato nei 5 asili. Grazie per quanto farete."
Prog. 1879Suor Jeya Paul Raj, delle Suore della Croce di Chavenod, è una delle 50 religiose del progetto “DEEPAM”, un’iniziativa nata 20 anni fa a Vathalagundu, una delle zone più povere dell’India meridionale situata nella regione del Tamil Nadu ove vivono circa 11 milioni di Dalit, o intoccabili, per l'educazione e la promozione sociale dei Dalit. Quasi la metà di loro vive al di sotto del livello di povertà e svolge i lavori più umili, quelli ritenuti impuri: raccolta rifiuti, preparazione delle salme, pulizia dei gabinetti pubblici .
Suor Jeya (dottorato in scienze sociali nell’università di Umea, in Svezia, conseguito a pieni voti) è la responsabile per un progetto di 5 asili situati in altrettanti villaggi del distretto di Dindigul, nell'arcidiocesi di Madurai, ove la situazione appare particolarmente drammatica. L’obiettivo è quello di raccogliere bimbi Dalit dai 3 ai 5 anni, permettendo così di iniziare un percorso scolastico a bambini che ne sarebbero esclusi, e dando la possibilità alle madri di andare al lavoro. In ogni asilo almeno 25 bimbi riceverebbero anche alimentazione ed assistenza medica. La manodopera per la ristrutturazione e pulizia dei fabbricati disponibili è offerta dalle comunità locali, che tuttavia non potrebbero sostenere le spese di gestione delle attività previste, anche se lo stipendio mensile di ogni insegnante non arriva a 50 Euro. Vediamo, ad uno ad uno, i villaggi Dalit prescelti come sede degli asili.
MGR Colony è costituito da comunità di circa 250 persone che sopravvivono frugando fra i rifiuti; tagliate fuori da ogni circuito sociale e prive dei servizi elementari. “Deepam” qui sta lavorando per migliorare l’educazione ed il livello sociale attraverso gruppi femminili “di auto aiuto”, centri d’istruzione per i bambini ed altre iniziative.
Sedapatti è una piccola colonia di Dalit che raccolgono i rifiuti e sono a servizio delle caste elevate. Non vi è asilo nelle vicinanze ed i bambini che vanno a scuola percorrono a piedi lunghe distanze, non essendovi servizio di autobus.
Batlagundu è una cittadina comprendente 96 piccoli villaggi. La popolazione dell’area è di circa 65.000 anime. Le suore, di fronte alle difficoltà di molte famiglie a gestire lavoro e bimbi piccoli, hanno inaugurato un asilo che accoglie 40 bambini, evitando l'abbandono sulle strade e permettendo alle mamme di poter lavorare.
La comunità di Oottupatti è formata da raccoglitori d'immondizia migrati dalla città di Batlagundu. Mancano le scuole e i bimbi dovrebbero percorrere alcuni chilometri per raggiungerle. Qui sono state avviate attività di microcredito per le donne e speriamo di aprire presto un asilo per accogliere 45 bambini.
Banjalangjurchi è un villaggio con 250 Dalit. La maggior parte vive cogliendo e vendendo fiori. L’istruzione dei bambini anche qui è uno dei grossi problemi del villaggio: per andare a scuola bisogna percorre circa 3 km a piedi, e molti, specialmente le bambine, abbandonano lo studio e vanno a lavorare per poche rupie.
“La presente generazione - scrive suor Jeya - ha un gran bisogno di consapevolezza dell’importanza dell’istruzione. Deepam sta lavorando in questa direzione, coinvolgendo i bambini, i giovani e le donne. Ma abbiamo bisogno del vostro sostegno per continuare. Vi chiediamo di aiutarci a pagare lo stipendio al personale impegnato nei 5 asili. Grazie per quanto farete."
- stipendio a 10 insegnanti (49,7 € x12) 5.964 €
- stipendio a 1 coordinatore (80,2 € x12) 962 €
- stipendio a 1 supervisore (64,1 € x12) 770 €
Contributo richiesto 7.696 €




