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Trasformare una cultura di vendetta in una cultura di pace: difficile compito educativo di una scuola nella provincia di Kalinga, dove la violenza ostacola lo sviluppo sociale.
Nell'isola di Luzon, nelle nord delle Filippine, si trova la cittadina di Lubuagan con circa 10.000 abitanti, capitale della sottoprovincia di Kalinga, nel vicariato apostolico di Tabuk. La popolazione è costituita da persone appartenenti a 36 tribù di etnia Kalinga, conosciute in passato come i “tagliatori di teste” e ancora oggi perennemente in lotta fra loro. Infatti per la cultura Kalinga la Pace passa sempre per la vendetta, ritenuta indispensabile per rendere giustizia di un torto, piccolo o grande che sia. Tale obbligo a vendicare il torto subìto è un’eredità che viene affidata alle generazioni successive. Spesso la vendetta è assolutamente sproporzionata all'offesa ed è capace di varcare i confini territoriali per colpire i discendenti del responsabile della colpa, ovunque essi si trovino. Tutto è motivo di vendetta, da un affronto verbale all’uccisione di un animale. I patti di pace detti “bodongs” sono “affari” fra tribù in guerra, in cui neppure la polizia può mettere il naso. Si registrano più di 600 “bodongs” a Kalinga, e per ognuno di questi ciascuna tribù ha predisposto il proprio codice.
In questa realtà come OPAM nel 2009 avevamo sostenuto la “St. Teresita’s School”, ritenuta l'unica istituzione della zona in grado di dare, oltre ad una formazione di qualità, anche una cultura di Pace attraverso una specifica educazione alla tolleranza e alla risoluzione dei conflitti. Recentemente la sua Direttrice, Virginia Godoy, laica dell’Istituzione Teresiana, ci ha scritto per aggiornarci sulla situazione e chiedere il nostro aiuto:
"Da quando il governo ha garantito l'istruzione primaria gratuita, abbiamo assistito ad un progressivo calo dei bambini iscritti alla nostra scuola da 180 a 76 iscritti. Inizialmente ci sembrava che la garanzia del diritto allo studio fosse una conquista importante e che avremmo potuto concentrare i nostri sforzi sulla formazione secondaria, ancora molto carente e troppo costosa per le famiglie povere. Ma ci siamo dovuti presto ricredere, perché la scuola pubblica non riesce a svolgere quell'importante mandato di affiancare all'istruzione un’educazione alla Pace che resta il punto nodale per il futuro e per lo sviluppo della zona.
Infatti, nonostante ormai il 65% della popolazione si professi cattolica, per sradicare comportamenti culturali estremamente violenti, occorreranno ancora anni di duro lavoro educativo. E così abbiamo non solo deciso di tenere aperta la scuola, ma di migliorare l'offerta formativa in modo da incrementare le iscrizioni e permettere inoltre ai bambini delle scuole pubbliche di ricevere nel pomeriggio corsi di informatica e anche un'educazione alla pace. Avremo così la possibilità di continuare la nostra missione educativa sia con i bambini ma soprattutto con le loro famiglie, alle quali dedichiamo parte del nostro tempo per incontri tematici sulla risoluzione pacifica dei conflitti. Per realizzare il progetto ci serve un aiuto per tinteggiare l'aula di informatica e arredarla, per acquistare 12 computers, 1 stampante e 2 proiettori. Con grande ottimismo e speranza contiamo su di voi perché questa opportunità formativa continui a dare i suoi frutti".
In questa realtà come OPAM nel 2009 avevamo sostenuto la “St. Teresita’s School”, ritenuta l'unica istituzione della zona in grado di dare, oltre ad una formazione di qualità, anche una cultura di Pace attraverso una specifica educazione alla tolleranza e alla risoluzione dei conflitti. Recentemente la sua Direttrice, Virginia Godoy, laica dell’Istituzione Teresiana, ci ha scritto per aggiornarci sulla situazione e chiedere il nostro aiuto:
"Da quando il governo ha garantito l'istruzione primaria gratuita, abbiamo assistito ad un progressivo calo dei bambini iscritti alla nostra scuola da 180 a 76 iscritti. Inizialmente ci sembrava che la garanzia del diritto allo studio fosse una conquista importante e che avremmo potuto concentrare i nostri sforzi sulla formazione secondaria, ancora molto carente e troppo costosa per le famiglie povere. Ma ci siamo dovuti presto ricredere, perché la scuola pubblica non riesce a svolgere quell'importante mandato di affiancare all'istruzione un’educazione alla Pace che resta il punto nodale per il futuro e per lo sviluppo della zona.
Infatti, nonostante ormai il 65% della popolazione si professi cattolica, per sradicare comportamenti culturali estremamente violenti, occorreranno ancora anni di duro lavoro educativo. E così abbiamo non solo deciso di tenere aperta la scuola, ma di migliorare l'offerta formativa in modo da incrementare le iscrizioni e permettere inoltre ai bambini delle scuole pubbliche di ricevere nel pomeriggio corsi di informatica e anche un'educazione alla pace. Avremo così la possibilità di continuare la nostra missione educativa sia con i bambini ma soprattutto con le loro famiglie, alle quali dedichiamo parte del nostro tempo per incontri tematici sulla risoluzione pacifica dei conflitti. Per realizzare il progetto ci serve un aiuto per tinteggiare l'aula di informatica e arredarla, per acquistare 12 computers, 1 stampante e 2 proiettori. Con grande ottimismo e speranza contiamo su di voi perché questa opportunità formativa continui a dare i suoi frutti".
Prog. 1863
rivestimento e tinteggiatura aula 540 €
arredo 1.700 €
12 computers + 1 stampante 3.700 €
2 proiettori 1.060 €
Contributo richiesto: 7.000 €




