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Nel carcere minorile di Bvumbwe c’è una scuola con tanti ragazzi desiderosi di riscatto mediante l’istruzione: ma come pagare gli insegnanti?
Anna Tommasi è una missionaria F.A.L.M.I. (Francescane Ausiliarie Laiche Missionarie dell’Immacolata) che lavora in Malawi, nell’Arcidiocesi di Blantyre, dove oltre alla promozione della scuola svolge un servizio nelle carceri per alleviare le drammatiche condizioni in cui si dibattono molti minorenni.
Nel 2009, con l’aiuto dell’OPAM e l’appoggio dell’Amministrazione carceraria, aveva realizzato un Centro di Riabilitazione per accogliere i ragazzi del carcere minorile di Bvumbwe, vicino a Blantyre.
Più della metà dei giovani detenuti qui raccolti non aveva mai frequentato la scuola; solo una piccola percentuale aveva terminato la quinta elementare e pochissimi, una decina forse, la terza media. Convinta che la scuola è uno dei luoghi privilegiati per formare la persona, Anna con il permesso e l’approvazione del Direttore delle carceri, ha dato il via ad un programma scolastico completo dalle elementari alla scuola superiore per i ragazzi desiderosi di studiare. Ad alcuni altri ha offerto la possibilità di apprendere un mestiere imparando le tecniche del cucito, della falegnameria, della lavorazione delle lamiere zincate.
I giovani che oggi frequentano la scuola sono almeno 140 per la scuola elementare e secondaria, su un totale di presenze che va dai 230 ai 250 ragazzi. Quasi tutti provengono da famiglie poverissime e disagiate, poco attente alla loro formazione. Sono ragazzi finiti in carcere per piccoli furti, risse, ma anche omicidi colposi e violenze di vario genere… provocate quasi sempre da gravi situazioni di miseria in cui la sopravvivenza si fa quasi impossibile. Ragazzi che restano in carcere per anni, in attesa di giudizio, perché nessuno si occupa di loro e non hanno certo i soldi per permettersi un avvocato. La scuola è diventata per loro un’ancora di salvezza, un aiuto a crescere moralmente, intellettualmente, socialmente. Uscire dal carcere con il diploma di terza media o di scuola superiore è una vittoria, un dimostrare prima di tutto a se stessi e poi agli altri la volontà e la capacità di iniziare una nuova vita e di reinserirsi nella società.
Il gruppetto di insegnanti che lavora in questo Centro è molto affiatato e si dedica con serietà ed impegno al ricupero dei giovani detenuti che ricevono dai loro accompagnatori una continua, positiva testimonianza di vita e uno stimolo all’impegno per costruirsi un nuovo futuro all’uscita dal carcere. Purtroppo il Centro di Riabilitazione pesa unicamente sulle spalle di Anna. Ha cercato di coinvolgere le autorità responsabili ma la loro buona volontà si infrange contro lo scoglio della mancanza di fondi. Vista la grave situazione nel suo insieme chiede nuovamente all’OPAM un contributo per pagare gli stipendi di un direttore, quattro insegnanti della scuola elementare e secondaria, di un falegname e di un sarto che svolgono con i ragazzi la parte pratica e un piccolo contributo agli agenti di custodia che danno un loro aiuto. La spesa totale mensile si aggira sui 400 € mensili.
I ragazzi salutando Anna prima della sua partenza per l’Italia hanno composto un canto “Andiamo a scuola” che dice:
“Andiamo a scuola, è tempo di imparare, combattiamo l’ignoranza. Andiamo a scuola, ringraziamo chi ci aiuta. Il Dio del cielo doni lunga vita alla nostra Sister Anna, madre misericordiosa, al nostro Direttore, e a tutti gli insegnanti… Andiamo a scuola! E’ tempo di lavorare con un cuore solo. Stringiamoci la mano tutti insieme, per migliorare l’istruzione in carcere. Amici d’Italia continuate ad aiutarci. Contiamo su di voi”
Nel 2009, con l’aiuto dell’OPAM e l’appoggio dell’Amministrazione carceraria, aveva realizzato un Centro di Riabilitazione per accogliere i ragazzi del carcere minorile di Bvumbwe, vicino a Blantyre.
Più della metà dei giovani detenuti qui raccolti non aveva mai frequentato la scuola; solo una piccola percentuale aveva terminato la quinta elementare e pochissimi, una decina forse, la terza media. Convinta che la scuola è uno dei luoghi privilegiati per formare la persona, Anna con il permesso e l’approvazione del Direttore delle carceri, ha dato il via ad un programma scolastico completo dalle elementari alla scuola superiore per i ragazzi desiderosi di studiare. Ad alcuni altri ha offerto la possibilità di apprendere un mestiere imparando le tecniche del cucito, della falegnameria, della lavorazione delle lamiere zincate.
I giovani che oggi frequentano la scuola sono almeno 140 per la scuola elementare e secondaria, su un totale di presenze che va dai 230 ai 250 ragazzi. Quasi tutti provengono da famiglie poverissime e disagiate, poco attente alla loro formazione. Sono ragazzi finiti in carcere per piccoli furti, risse, ma anche omicidi colposi e violenze di vario genere… provocate quasi sempre da gravi situazioni di miseria in cui la sopravvivenza si fa quasi impossibile. Ragazzi che restano in carcere per anni, in attesa di giudizio, perché nessuno si occupa di loro e non hanno certo i soldi per permettersi un avvocato. La scuola è diventata per loro un’ancora di salvezza, un aiuto a crescere moralmente, intellettualmente, socialmente. Uscire dal carcere con il diploma di terza media o di scuola superiore è una vittoria, un dimostrare prima di tutto a se stessi e poi agli altri la volontà e la capacità di iniziare una nuova vita e di reinserirsi nella società.
Il gruppetto di insegnanti che lavora in questo Centro è molto affiatato e si dedica con serietà ed impegno al ricupero dei giovani detenuti che ricevono dai loro accompagnatori una continua, positiva testimonianza di vita e uno stimolo all’impegno per costruirsi un nuovo futuro all’uscita dal carcere. Purtroppo il Centro di Riabilitazione pesa unicamente sulle spalle di Anna. Ha cercato di coinvolgere le autorità responsabili ma la loro buona volontà si infrange contro lo scoglio della mancanza di fondi. Vista la grave situazione nel suo insieme chiede nuovamente all’OPAM un contributo per pagare gli stipendi di un direttore, quattro insegnanti della scuola elementare e secondaria, di un falegname e di un sarto che svolgono con i ragazzi la parte pratica e un piccolo contributo agli agenti di custodia che danno un loro aiuto. La spesa totale mensile si aggira sui 400 € mensili.
I ragazzi salutando Anna prima della sua partenza per l’Italia hanno composto un canto “Andiamo a scuola” che dice:
“Andiamo a scuola, è tempo di imparare, combattiamo l’ignoranza. Andiamo a scuola, ringraziamo chi ci aiuta. Il Dio del cielo doni lunga vita alla nostra Sister Anna, madre misericordiosa, al nostro Direttore, e a tutti gli insegnanti… Andiamo a scuola! E’ tempo di lavorare con un cuore solo. Stringiamoci la mano tutti insieme, per migliorare l’istruzione in carcere. Amici d’Italia continuate ad aiutarci. Contiamo su di voi”
Prog. 1858
stipendi a 1 direttore, 6 insegnanti e custodi
(400 € x 12 mesi) 4.800 €
Contributo richiesto 4.800 €




