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Prog. 1801/MARZO 2010

Prog. 1801/MARZO 2010 - OPAM
LOCALITA':  Guarabira (Paraíba-Brasile)  
DIOCESI:     Guarabira
TITOLO:       Talita:per alzarsi dalla strada
COSTO:       3.600 €
PROGETTO REALIZZATO


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In Brasile il divario fra ricchi e poveri è una forbice sempre più grande. I bambini e i giovani sono le prime vittime di questa situazione. Le strade diventano la loro casa. Talita è una struttura che aiuta bambine e adolescenti a tornare dalla strada alla vita.

Padre Luigi Pescarmona è un sacerdote della diocesi di Alba (CN), dal 1961 in Brasile come prete Fidei donum, prima nello stato di Minas Gerais, poi dal 1977 a servizio della diocesi di Guarabira nello Stato di Paraíba, nel Nord Est del Paese. Si tratta di una zona di forte emigrazione. La gente cerca di scappare nel Sud del Brasile nella speranza di migliori condizioni economiche. Ma difficilmente è l'intero nucleo familiare che si sposta, più spesso sono i padri a partire lasciando mogli e figli soli, e ancor più spesso accade che dove arrivano creano una nuova famiglia dimenticandosi di quella che hanno lasciato. E così queste madri si ritrovano spesso con tante bocche da sfamare e sole. Mentre esse si arrabattano con attività più o meno lecite a provvedere il necessario per tirare avanti, i figli vivono sulla strada in balia di se stessi e spesso finiscono nei tentacoli della malavita locale, utilizzati per lo spaccio, la prostituzione, i furti...

 

Le scuole pubbliche sono poche e mal funzionanti, gli insegnanti poco motivati. Quelle private sono carissime e accessibili solo ai ricchi.

Nella diocesi P. Luigi è incaricato della pastorale sociale. Si occupa di giustizia attraverso un centro di orientamento sui diritti e un servizio di avvocatura per la difesa dei contadini senza terra.

Ma l'impegno che lo tiene maggiormente occupato è la Comunità Talita a Guarabira, un Centro di accoglienza per ragazze di strada o in situazioni di altissimo rischio di devianza.

Ospiti del Centro sono una trentina di ragazze ma vengono seguite anche una ventina di ragazze madri che vivono fuori, tutte al di sotto dei 18 anni. Si cerca di favorire, lì dove è possibile, il reinserimento delle adolescenti nel nucleo familiare; se non è possibile si aiutano dando gli strumenti necessari che possano consentir loro al compimento della maggiore età un buon inserimento sociale e lavorativo. Per questo oltre a favorire l'inserimento scolastico il Centro organizza corsi professionalizzanti (parrucchiera, informatica, estetista, cucina, artigianato) aperti anche ad altre giovani della zona.

Le ragazze frequentano le scuole pubbliche del territorio ma il Centro assicura loro un costante dopo-scuola insieme ad attività educative che possano contrastare il clima di violenza e degrado morale degli ambienti familiari e sociali nei quali sono cresciute. Ciascuna delle giovani ospiti è inoltre seguita dal punto di vista sia medico che psicologico per sanare le ferite che la strada ha inferto alla loro salute fisica e psichica. Scrive P. Luigi:“Possiamo contare su diversi volontari che dedicano almeno 2 ore settimanali di lavoro, ma oltre a loro il Centro si serve di personale retribuito: 5 educatrici o “mamme sociali”, 1 psicologa, 1 insegnante di sostegno, 2 guardie. Alcuni amici ci sostengono ma non riusciamo a coprire tutti i costi. Chiediamo il vostro aiuto per pagare almeno lo stipendio a 1 educatrice (300 € al mese)”.


Contributo richiesto               3.600 €

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