Clicca sulla foto per vedere l'album
Bambini trafficati e madri-bambine che muoiono donando la vita: due drammatiche piaghe sociali del Benin che solo la scuola può sanare.
Il Benin è uno dei Paesi più poveri del pianeta: occupa il 161 posto su 182 nell'Indice di Sviluppo Umano. Un giovane Vescovo,
Mons. Eugène Cyrille Houndekon, ci ha fatto visita la scorsa primavera presentandoci la realtà della sua diocesi di
Abomey.
Si trova nel dipartimento di
Zou, una regione con il tasso di povertà più elevato del Paese a causa soprattutto del suo isolamento geografico, della mancanza di infrastrutture e di strade. Il 70% della popolazione vive nelle aree rurali e pratica un'agricoltura di sussistenza. L'analfabetismo rappresenta una vera e propria emergenza. Si calcola che solamente un terzo della popolazione rurale ha la possibilità di avere una scuola a meno di 15 km di distanza.
L'evasione e l'abbandono scolastico è conseguenza e causa di due fenomeni drammatici che coinvolgono la gioventù della zona: il matrimonio forzato delle bambine e il traffico di minori a scopo sessuale o per il trapianto di organi.
Un sacerdote diocesano, originario di questa regione, ha così deciso dieci anni fa di aprire una scuola a
Za-Agbogbomey per offrire un'opportunità ai bambini di famiglie povere di mettersi in salvo dalle reti tese da chi, promettendo un futuro roseo, costringe le famiglie a cedere i figli a questi mercanti di bambini per i propri sporchi traffici.
Il complesso scolastico
St. Paul è una scuola-ostello primaria e secondaria con accesso gratuito per le bambine e per i bambini delle famiglie più povere. Il lavoro educativo è accompagnato da attività di sensibilizzazione delle famiglie per far loro comprendere l'importanza dell'istruzione per i propri figli. Tale azione si realizza attraverso 6 incontri (due per anno) nei primi tre anni d'inserimento scolastico. Viene inoltre distribuito alle famiglie un testo tradotto nelle principali lingue locali (oltre 10) sul problema della tratta dei minori e svolta un'opera di sensibilizzazione continua della popolazione su questo tema attraverso una trasmissione radiofonica realizzata dalla diocesi. Oltre che sulla riduzione del numero di bambini trafficati, la presenza della scuola e la possibilità sopratutto delle bambine di accedervi, incide positivamente sulla qualità di vita, sulla salute e sulla riduzione della mortalità materna e infantile.
Scrive Mons. Houndekon: “
I ragazzi totalmente a carico della diocesi sono circa 50; inoltre ci è difficile garantire a tutti gli operatori della scuola (6 insegnanti della primaria, 14 della secondaria e 8 del personale ausiliario) uno stipendio adeguato, di cui riusciamo a coprire solo il 35%. Chiediamo il vostro contributo per assicurare il restante 65% degli stipendi agli insegnanti.
Il numero delle richieste di iscrizione è in aumento e sarebbe un vero peccato non avere la possibilità di salvare altre vite dai mercanti di bambini e perché non ci siano tante madri bambine che muoiono proprio nell'atto di donare la vita.”
Contributo richiesto 7.280 €