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Cari benefattori,
come promesso ecco la rendicontazione del Progetto OPAM 1772/2009 da voi sostenuto. Vi chiediamo scusa del ritardo dell’invio di tutta la documentazione contabile ma, come sapete, la posta in Congo non funziona e abbiamo dovuto attendere l’occasione di qualcuno che partisse per l’Europa per potervi inviare tutto .
Il progetto è nato perché il popolo pigmeo della Diocesi di Kole soffre sempre più d’insicurezza alimentare. La loro sopravvivenza infatti è legata alla caccia, alla pesca e al raccolto di prodotti della foresta e oggigiorno le risorse naturali sono sempre più scarse e i pigmei sono in difficoltà per trovare il necessario per il proprio auto-sostentamento. Viceversa l’agricoltura, nella nostra regione, è diventata l’attività principale e la più importante fonte di reddito per la popolazione Bantù che vi risiede. Accade così sempre più spesso che pigmei, in cerca di cibo, si approprino dei prodotti rimediati rubando qua e là nei campi degli altri e questo non fa altro che aumentare la condizione di esclusione sociale e di emarginazione di questo popolo.
Per aiutare le famiglie pigmee ad integrarsi nella popolazione stanziale, abbiamo identificato fra le famiglie pigmee quelle più motivate a sperimentare il semi-nomadismo e desiderose di apprendere il mestiere di agricoltore.
In ogni fase del progetto di formazione si è resa necessaria un’azione di coscientizzazione su quanto si stava e si voleva realizzare
Dopo l’identificazione e la selezione delle famiglie pigmee da avviare alla formazione, abbiamo distribuito loro gli appezzamenti di terra. Gli agronomi nel frattempo avevano preparato dei terreni-scuola, nei quali sono state fatte le dimostrazioni pratiche su diverse attività: scelta del terreno, disboscamento, preparazione del terreno, concimazione, semina, tecniche di macellazione e conservazione delle carni e incenerimento.
Terminati i corsi tenuti nei campi scuola, ogni pigmeo o ciascuna famiglia pigmea ha cominciato a coltivare il proprio campo. Per questo ad ogni partecipante è stato distribuito un kit di attrezzi comprendente: un machete, una zappa, un’ascia, una vanga e delle sementi. La manioca è stata la coltura principale a causa dello slittamento della data di inizio del progetto, determinato dal ritardo dell’arrivo del finanziamento in rapporto al calendario delle semine.
Delle 600 famiglie coinvolte nel progetto, 60 hanno abbandonato la formazione. Non è affatto facile educare queste popolazioni abituate ad uno stile di vita diverso e siamo soddisfatti che solamente un 10% delle famiglie selezionate abbia rinunciato a proseguire il corso. Infatti abbiamo potuto constatare nelle famiglie partecipanti cambiamenti progressivi nel loro modo di vivere. L’80% delle famiglie partecipanti sono diventate semi-sedentarie nei periodo legati alle attività agricole. Inoltre hanno cominciato a costruire delle case al posto dei tradizionali rifugi di fortuna di foglie e rami che costituiscono i loro ripari tradizionali. Il 40% dei bambini di queste famiglie sono stati inseriti nella scuola in regime di convitto: a questo proposito bisogna sottolineare che i prodotti agricoli dei terreni-scuola sono stati utilizzati per garantire il loro vitto. I pasti delle famiglie pigmee sono passati da uno a due al giorno.
Inoltre il progressivo utilizzo dell’agricoltura come fonte di sostentamento garantisce nel tempo la protezione e la conservazione della fauna locale, messa a rischio da una caccia incontrollata.
La produzione locale di talee e sementi e l’utilizzo di pigmei formati per continuare la formazione di altre famiglie è garanzia di auto sostenibilità del progetto stesso.
Ora la priorità è inserire quanti più bambini pigmei è possibile nella scuola. Speriamo che possiate continuare a sostenerci .
Vi allego anche copia della lettera di ringraziamento del Presidente del Comitato dei Pigmei di Pelenge.
Grazie infinite a tutti, cari benefattori, per l’appoggio prezioso che date al popolo dei Pigmei della nostra diocesi.
Con sentimenti si sincera gratitudine e speranza di futura collaborazione.
Abbè Hubert Etambalako
Direttore della Caritas Diocesana di Kole
Direttore della Caritas Diocesana di Kole
Cari benefattori,
noi sottoscritti pigmei del campo di Pelenge beneficiari degli attrezzi agricoli e della possibilità di ricevere una formazione in tecniche agrarie (apprendistato agricolo) , esprimiamo all’organizzazione OPAM la nostra profonda gratitudine per aver pensato a noi, popolo emarginato e escluso dai piani di sviluppo del nostro Paese.
Ci auguriamo che la collaborazione fra OPAM e Caritas di Kole sia fruttuosa e che queste due organizzazioni continuino ad accompagnarci in questo nostro cammino di autopromozione.
Francoise Asele
Presidente del comitato dei pigmei
Presidente del comitato dei pigmei




