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La formazione, specialmente delle donne, più di ogni altra cosa può favorire un cambiamento di mentalità, atteggiamento fondamentale per contrastare la povertà.
“Vi presento questo progetto che racchiude tante speranze per un gruppo di giovani donne: con una buona formazione potranno cambiare tante cose là dove vivono ed essere a loro volta promotrici di sviluppo”. Con queste parole la superiora delle Suore Marianiste (Figlie di Maria Immacolata) accompagna il progetto che arriva da una delle zone dove i cristiani sono più colpiti in questi mesi dal fondamentalismo hindu.
Nonostante l’India sia un Paese in forte crescita economica, oltre il 60% della sua popolazione vive una situazione di grave disagio sociale, sia per il sistema delle caste ancora fortemente radicato, sia per l’enorme disparità nella distribuzione dei redditi. Tutto ciò è causa di tanta sofferenza, povertà ed emarginazione.
La malnutrizione alza il drammatico livello della mortalità infantile, che sfiora per i primi 5 anni di età il 58‰. Oltre la metà della popolazione adulta è analfabeta, cosa che minaccia seriamente lo sviluppo. Anche se in ogni villaggio c’è una scuola elementare, molti bambini abbandonano le scuole per cercare di contribuire al reddito delle proprie famiglie.
Lo Jharkhand, da cui proviene il progetto, dal 2000 è il 28° stato dell’India, con una superficie di 74.677 kmq e una popolazione di 30 milioni di abitanti, per la maggior parte tribali o di casta bassa. Malgrado possegga il 30% delle risorse minerarie del Paese, l’alto tasso di analfabetismo, l’estrema povertà della popolazione, il bassissimo livello di sviluppo lo relegano tra gli Stati più poveri dell’India.
Ranchi, la capitale, è uno dei posti migliori dell’India per studiare gli stili di vita tribali: presenta infatti circa il 28% di abitanti “Adivasi”, termine hindi che indica le popolazioni originarie dell’India prima dell’arrivo
degli “Arii”. In città sono presenti anche consistenti comunità di tutte le più diffuse religioni del mondo.
Le religiose Marianiste operano in mezzo ai più poveri, tra i ragazzi di strada e i “rag-pickers”, ragazzini che vivono raccogliendo e vendendo rifiuti riciclabili. Attraverso l’istruzione e la formazione, cercano di aprire loro prospettive di vita migliori. Parte del loro impegno è rivolto alla promozione della donna.
“Molte ragazze sin da piccole abbandonano i villaggi rurali e vengono in città, dove trovano lavoro come domestiche in case di famiglie benestanti: sono sfruttate, sottopagate e spesso maltrattate. Il nostro progetto, scrive la responsabile Sr. Franca Zonta, è rivolto in questo momento ad un gruppo di 12 giovani
donne provenienti dagli slums di Ranchi o dalle zone rurali vicine, che risiedono in una struttura
che abbiamo preso in affitto. Vogliamo offrire loro un anno di formazione gratuita. Vi chiediamo
di aiutarci per il vitto e l’alloggio (3.500 €), per i corsi di inglese e informatica (1.200 €), per il materiale
didattico e di cancelleria (950 €), per l’acquisto di una scrivania e 20 sedie (330 €). Il nostro obiettivo è dar loro un futuro ed una possibilità di inserimento. Contiamo molto sul vostro sostegno in questa zona “calda” dove essere cristiani richiede oggi molto coraggio”
Contributo richiesto all’OPAM: 5.980 €





