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Cari benefattori e amici,
grazie al vostro aiuto il progetto “Educazione alla salute nelle aree rurali” di Tremedal (Prog.1729/dicembre 2008) della durata di 2 anni è terminato nel settembre 2010.
Abbiamo coinvolto circa 300 famiglie di 4 fra i villaggi più poveri ed abbandonati di un’area situata in un territorio semidesertico nel Nord Est del Brasile. Meno di due dollari è il reddito medio giornaliero pro-capite, 40% la percentuale di analfabeti adulti, molti dei quali affetti da alcolismo. Mancano le strade, l’acqua, l’energia elettrica. Oltre metà delle famiglie sono prive di servizi igienici: ci si lava nelle tinozze di acqua verdognola portata a casa a dorso di asinelli e si provvede alle necessità personali nel boschetto vicino. L’area è definita “il poligono della siccità”, perché a sei mesi di piogge succedono sei mesi di siccità assoluta, che distrugge i raccolti ed obbliga molti ad emigrare.
Per combattere l’analfabetismo e le malattie che ne derivano si è proceduto per fasi successive: ognuna delle famiglie coinvolte è stata visitata per censirla e verificarne la situazione igienico-sanitaria; i risultati sono stati quindi discussi con i responsabili municipali dell’assistenza sociale; contemporaneamente si è realizzato un primo corso trimestrale di alfabetizzazione per adulti; nel villaggio di Agreste si è ristrutturata una sala da utilizzarsi per scuola di formazione e cappella, con servizi igienici, realizzando anche una cucina comunitaria; in essa si sono tenuti gli incontri formativi su medicina preventiva, educazione dei figli, diritti e doveri degli individui: sei incontri a scadenza quindicinale con dinamiche di coinvolgimento e test valutativi, diretti prevalentemente alle madri (in base al principio che “chi educa una donna educa una famiglia”) che si sono assunte l’impegno di diventare formatrici trasmettendo quanto appreso alle rispettive comunità. A questo punto l’équipe responsabile della conduzione del Progetto ha nuovamente visitato durante il giorno ognuna delle 300 famiglie per verificare e consolidare il lavoro delle donne-formatrici, mentre alla sera si è completato il corso di alfabetizzazione iniziato l’anno precedente; infine da luglio a settembre 2010 si sono tenuti altri sei incontri formativi sulla prevenzione delle malattie infettive e parassitarie, sull’igiene della persona e della casa, e su nozioni basilari di pronto soccorso.
Sebbene nel preventivo non avessimo tenuto conto dei costi di manutenzione dei mezzi di trasporto (un’auto ed una moto con cui abbiamo percorso centinaia di chilometri su strade terribili) e benché la svalutazione subita dall’Euro rispetto al Reale ne abbia ridotto il potere d’acquisto, abbiamo anche realizzato un muro di recinzione che non era stato previsto della scuola-cappella, così da impedire che venisse danneggiata. Ciò è stato possibile per la buona volontà di tante persone che hanno offerto la manodopera e dei relatori, che sono intervenuti gratuitamente agli incontri formativi.
Con il vostro contributo abbiamo dunque realizzato una piccola struttura, utile anche nei prossimi anni, abbiamo raggiunto villaggi lontani ed offerto una formazione essenziale a 300 famiglie. Che Dio benedica chi ha reso possibile tutto questo.
grazie al vostro aiuto il progetto “Educazione alla salute nelle aree rurali” di Tremedal (Prog.1729/dicembre 2008) della durata di 2 anni è terminato nel settembre 2010.
Abbiamo coinvolto circa 300 famiglie di 4 fra i villaggi più poveri ed abbandonati di un’area situata in un territorio semidesertico nel Nord Est del Brasile. Meno di due dollari è il reddito medio giornaliero pro-capite, 40% la percentuale di analfabeti adulti, molti dei quali affetti da alcolismo. Mancano le strade, l’acqua, l’energia elettrica. Oltre metà delle famiglie sono prive di servizi igienici: ci si lava nelle tinozze di acqua verdognola portata a casa a dorso di asinelli e si provvede alle necessità personali nel boschetto vicino. L’area è definita “il poligono della siccità”, perché a sei mesi di piogge succedono sei mesi di siccità assoluta, che distrugge i raccolti ed obbliga molti ad emigrare.
Per combattere l’analfabetismo e le malattie che ne derivano si è proceduto per fasi successive: ognuna delle famiglie coinvolte è stata visitata per censirla e verificarne la situazione igienico-sanitaria; i risultati sono stati quindi discussi con i responsabili municipali dell’assistenza sociale; contemporaneamente si è realizzato un primo corso trimestrale di alfabetizzazione per adulti; nel villaggio di Agreste si è ristrutturata una sala da utilizzarsi per scuola di formazione e cappella, con servizi igienici, realizzando anche una cucina comunitaria; in essa si sono tenuti gli incontri formativi su medicina preventiva, educazione dei figli, diritti e doveri degli individui: sei incontri a scadenza quindicinale con dinamiche di coinvolgimento e test valutativi, diretti prevalentemente alle madri (in base al principio che “chi educa una donna educa una famiglia”) che si sono assunte l’impegno di diventare formatrici trasmettendo quanto appreso alle rispettive comunità. A questo punto l’équipe responsabile della conduzione del Progetto ha nuovamente visitato durante il giorno ognuna delle 300 famiglie per verificare e consolidare il lavoro delle donne-formatrici, mentre alla sera si è completato il corso di alfabetizzazione iniziato l’anno precedente; infine da luglio a settembre 2010 si sono tenuti altri sei incontri formativi sulla prevenzione delle malattie infettive e parassitarie, sull’igiene della persona e della casa, e su nozioni basilari di pronto soccorso.
Sebbene nel preventivo non avessimo tenuto conto dei costi di manutenzione dei mezzi di trasporto (un’auto ed una moto con cui abbiamo percorso centinaia di chilometri su strade terribili) e benché la svalutazione subita dall’Euro rispetto al Reale ne abbia ridotto il potere d’acquisto, abbiamo anche realizzato un muro di recinzione che non era stato previsto della scuola-cappella, così da impedire che venisse danneggiata. Ciò è stato possibile per la buona volontà di tante persone che hanno offerto la manodopera e dei relatori, che sono intervenuti gratuitamente agli incontri formativi.
Con il vostro contributo abbiamo dunque realizzato una piccola struttura, utile anche nei prossimi anni, abbiamo raggiunto villaggi lontani ed offerto una formazione essenziale a 300 famiglie. Che Dio benedica chi ha reso possibile tutto questo.
Don Gabriele Fantinati
(Prete diocesano Fidei donum)
(Prete diocesano Fidei donum)




