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I "Kisito" di Berberati

I "Kisito" di Berberati - OPAM
LOCALITA':    Berberati (Rep. Centrafricana)
DIOCESI:              Berberati
RESPONSABILE:     Suor E. Tutolo
N° ADOTTATI:        60
NUOVE ADOZIONI: Sì


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ILLUMINAMO DI SPERANZA IL FUTURO DI 60 “KISITO”

Sono Sr. Elvira Tutolo, una suora della Carità di S. Giovanna Antida Thouret. Ho lavorato prima in Italia nel mondo della droga, poi 10 anni in Tchad, 1 anno in Camerun e ora, da tre anni circa , sono e lavoro a Berberati, nella Repubblica Centrafricana.
 
La Repubblica Centrafricana è un Paese in cui la ricchezza (diamanti, oro, legname pregiato) costituisce una fortuna per le imprese straniere e per pochi ricchi africani e lascia nella povertà la maggior parte della gente del posto.
La situazione, già grave, è diventata insostenibile: gente che si riversa nelle città in cerca di fortuna, mancanza di acqua potabile ovunque, di servizi. Il livello scolastico è bassissimo con metodi e programmi (brutta copia di quelli francesi) non rispondenti alla cultura africana e al bisogno professionale dei giovani.
A Berberati mi è stata affidata la responsabilità del Centro Culturale Cattolico, punto di aggregazione, che mi offre grandi possibilità di incontro con i giovani. In città circola droga, fioriscono traffici illeciti: i giovani si arrangiano per vivere e sono facile preda della criminalità.
  Con alcuni giovani impegnati del Centro abbiamo avvicinato alcuni dei tanti ragazzi di strada, (li chiamiamo i “Kisito”, nome che identifica il gruppo): all’inizio erano molto aggressivi, perché da tutti considerati dei “sorciers” (bambini stregoni) da scacciare. I “Kisito” non erano mai entrati in una scuola, sebbene alcuni di loro fossero già grandi: alcuni ragazzi del Centro hanno offerto la propria generosa disponibilità per insegnare loro a leggere e scrivere. Poi, con molti sacrifici, siamo riusciti a iscrivere in diverse scuole i “Kisito” e ad assicurare loro un pasto al giorno.
Ma ciò che desideravamo più di ogni altra cosa era assicurare ad ognuno di questi ragazzi l’affetto di un padre e di una madre: personalmente sono convinta che per un bambino che ha perduto o non ha mai avuto una famiglia,  la risposta non è una casa, o un comodo letto, o cibo a sazietà (certo anche questo è necessario, ma viene dopo! ), ma piuttosto l’amore di una coppia, di un uomo e di una donna, di due persone che si amano. Abbiamo così iniziato un cammino di formazione umana e spirituale per alcune giovani coppie del villaggio, affinché maturassero la decisione di accogliere al proprio interno uno o due di questi ragazzi.
Questo tipo di orientamento corrisponde e rispetta la cultura africana nei suoi migliori valori: finora  in Africa un bambino non era mai abbandonato totalmente.
Le giovani coppie del Centro hanno risposto con generosità, le loro famiglie sono aumentate di una o due unità, figli naturali e figli adottivi da crescere con amore pur tra mille difficoltà.
Grazie al vostro aiuto economico potremo aiutare queste famiglie ad eliminare dal bilancio familiare almeno la spesa dell’istruzione scolastica.
Attualmente il gruppo è costituito da 60 ragazzi (dalle elementari al college).
                                                                        

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